Lo sport dilettantistico in Sardegna

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1A Categoria C, l’amarezza di Giovanni Antonio Carta veterano del Bottidda: “Mi trovo squalificato per un mese, ma giuro non ho fatto nulla questa è una ingiustizia”.

Ai microfoni di Francesco Fiori per i pronostici della Prima Categoria girone C, c’è il veterano del Bottidda Giovanni Antonio Carta, esperto giocatore ma anche, come leggerete a fine pezzo, appiedato per almeno un mese.
PATTADA-OZIERESE: X-2
Bella sfida, giocare a Pattada non è mai semplice ma l’Ozierese non può cercare altri risultati diversi dalla vittoria se vuole vincere il campionato
FONNI-DORGALESE: 1-X
Mi aspetto una partita spettacolare da due squadre che in classifica hanno gli stessi punti
POSADA-THIESI: 2
Classico testa coda del campionato, Thiesi superiore.
POZZOMAGGIORE-SILANUS: 1-X-2
Gara delicatissima nel limbo tra chi vuole salvarsi e che rischia di retrocedere, è da tripla.
SANTA GIUSTA-BITTESE: 1
Do la vittoria al Santa Giusta che purtroppo abbiamo affrontato domenica. Dico purtroppo e glielo spiego a fine intervista.
SANVERESE-CORRASI: 2
Corrasi in forma, può vincere agevolmente
SILIGO-FANUM OROSEI: 1
Siligo è una bella realtà, gli do fiducia.
PAULESE-BOTTIDDA: 1-X-2
Qua gioco la tripla ma ho l’amaro in bocca. (Il giocatore sospira un po’, poi racconta). Domenica son stato espulso per doppio giallo e nel calcio ci sta. Ma sto vivendo qualcosa di mai visto in vita mia e a 41 anni qualche campo di calcio l’ho vissuto. Sono anche su un quotidiano locale che recita: 5 giornate di squalifica al giocatore Carta del Bottidda, perché “nel referto si legge che al termine della gara ha atteso l’arbitro davanti agli spogliatoi e gli ha rivolto frasi ingiuriose e offensive”.

Ora, non discuto l’espulsione, 2 gialli per due falli di gioco, il primo per un contrasto dove sono arrivato in ritardo e il secondo per presunta gomitata al 55’, in realtà ho toccato l’avversario con la mano e pazienza. Esco senza neanche protestare, ed è questo che mi dà più rabbia, perché sia a Bottidda che in tutte le altre squadre dove ho giocato ho imparato a non protestare perché tanto le decisioni non cambiano. Detto questo, in 9 per buona parte del secondo tempo la gara finisce 0-0 e l’errore, se errore si può chiamare, è attendere due giocatori avversari per scherzare dicendo neanche in 9 ci avete battuto. Ed è qui che incrocio lo sguardo dell’arbitro e gli chiedo se fosse normale un atteggiamento simile che può agitare anziché calmare la partita, ho anche chiesto di un rigore a nostro favore non dato su di me, con un calcione confermato anche dal Santa Giusta ma anche in quel caso amen, avrei preferito che se io mi fossi comportato male venissi mandato a quel paese, invece niente di niente, ho chiesto di rispondermi alle domande ma mai e poi mai in maniera arrogante.

Ho 41 anni, sono padre di famiglia e ai miei figli insegno sempre ad aiutare gli arbitri. Accetto la squalifica ma non posso accettare che esista un referto dove io vengo diffamato e che addirittura una realtà tranquilla come Bottidda venga presa quasi come una società delinquente e non è giusto. Non riesco a darmi pace perché ho subìto un’ingiustizia. Ripeto, alibi non ne voglio trovare ma non è neanche giusto che io venga quasi etichettato come un delinquente. Anzi vi ringrazio per lo spazio concessomi”.

Chiudiamo l’intervista tentando di strappare almeno un sorriso a Giovanni Antonio Carta, spiegando che chi scrive di solito sbaglia i pronostici. Il ragazzo per la prima volta nell’intervista abbozza una risata ma conclude: “Guarda, amo troppo il calcio per accettare che esistano ingiustizie, sono a Bottidda da 5 anni e qua finirò la mia carriera. Ma non così”

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