COMUNICATO DEL PRESIDENTE DELL’ATZARA FRANCESCO MANCA
Non è mia abitudine scrivere sui social, ma in questo caso farò un’eccezione. Probabilmente chi di dovere non ha minimamente capito la motivazione della nostra protesta dato che addirittura la nostra condotta viene additata come “riprovevole e censurabile”. Le parole utilizzate nel comunicato non dimostrano di certo un’apertura al dialogo ma esattamente l’opposto.
Ciò che si evince, purtroppo, è che una protesta fatta in maniera educata e pacifica non solo non abbia portato a nessuna riflessione costruttiva ma addirittura è stata condannata come il peggior comportamento da esibire in un campo di calcio. Personalmente ciò che mi spinge a fare mille sacrifici è solo la passione e l’amore che nutro per questo sport, sentimenti che sono sicuro di condividere con arbitri e avversari. In alcuni casi però da parte dei giudici di gara si è riscontrato un atteggiamento provocatorio e arrogante privo di qualsiasi apertura, motivo per il quale abbiamo pensato di provare a far sentire le nostre ragioni con una protesta PACIFICA.
Il nostro intento era quello di lanciare un messaggio verso chi gestisce e forma la classe arbitrale. Mi piace pensare che magari la nostra “riprovevole e censurabile condotta” possa un giorno far capire ai vertici l’importanza di formare figure autorevoli ma che siano anche educate ed aperte al dialogo, capaci di gestire una partita senza per forza comportarsi da automi che non guardano in faccia niente e nessuno.
Il calcio è un gioco, non una guerra!