Cosa ci si aspetta quest’anno
Mancano 70 giorni all’inizio del Rally Italia Sardegna. Come da prassi degli ultimi anni, quest’anno la base centrale del rally passa nuovamente da Alghero a Olbia. Il 2025 è l’anno di esame per gli organizzatori, che hanno portato sul campo della FIA tutto l’arsenale a disposizione per puntare all’estensione di contratto di organizzazione. Prove speciali nuovi, tra cui una Power Stage a Loiri Porto San Paolo con vista verso l’isola di Tavolara, che si prospetta ancor più spettacolare della maestosa Argentiera; Ritorna dopo tanti anni una delle prove speciali iconiche, usata in passato nel Rally Costa Smeralda, ovvero la San Giacomo.
Nonostante le difficoltà logistiche, dovute ai lavori avviati al Molo Brin, il parco assistenza sarà sempre a Olbia e posizionale nel lungo mare dell’Isola Bianca, che porta verso gli imbarchi del porto di Olbia.
Rally Kenya
Nel frattempo il rally fa rientro da Nairobi, dove si è concluso uno dei rally più difficili della storia, forse il più difficile, Il rally Safari Kenya. Chi segue il rally da anni ricorderà i video degli anni 90 in cui Lancia e Toyota si davano battaglia, in cui era di solito la casa giapponese a prevalere tra le intemperie e il fango.
Anche quest’anno la Toyota ha prevalso su tutti, vincendo la sfida principale contro la Hyundai. Le prove speciali presentavano proprio quelle caratteristiche dei Safari storici, come dichiarato da un veterano dei rally, Juha Kankkunen, autore di vittorie in Kenya 40 anni fa.
Parliamo dei piloti: Il Gallese Evans entra in modalità gazzella e prende il largo, amministrando una gara caratterizzata da fondi sabbiosi, fango estremo e temporali improvvisi. Con questa vittoria Evans crea il primo margine nella classifica piloti prima di passare all’asfalto Spagnolo tra due settimane, dove non sarà tra i favoriti.
Il top driver Hyundai è Tanak che chiude al secondo posto, dopo aver ceduto la prima posizione per problemi tecnici all’auto, mentre Neuville chiude il podio con una terza posizione, gestendo una gara ricca di penalità e forature.
Prestazione Hankook
Parliamo delle gomme, che come sottolineato dall’inizio dell’anno è l’argomento sotto la lente d’ingrandimento. Per la Hankook è stata la gara decisamente più complessa. Numerose le forature che hanno costretto i piloti a fermarsi durante le prove speciali e ad effettuare le sostituzioni in tempi rapidi, causando ritardi da oltre 3 minuti da chi, come Evans, non ha avuto problemi. Non è semplice ancora definire la performance degli pneumatici, dovuta anche al fondo irregolare delle prove. Basti pensare che certe strade non esistevano prima del rally ma sono state letteralmente create appositamente. Sta di fatto che è stato il rally con il maggior numero di forature e questo dato verrà sicuramente conteggiato in casa Hankook, che dovrà fornire un report verso i propri clienti.
Il resto del gruppo
Rally estremamente difficile anche per il 2 volte campione del mondo Finlandese Rovampera, costretto anche al ritiro, Fourmaux e Katsuta, quest’ultimo autore di un cappottamento nell’ultima prova che gli costa il podio.
Esemplare invece la performance di Sami Pajari, il giovane Finlandese, che ha affrontato tutti i tipi di problemi possibili e nonostante tutto porta a casa un quarto posto al suo primo evento con le Rally 1 in Africa.
Chiudiamo con Ford M-Sport. Entrambi i piloti riescono a portare il rally a termine, portando a casa punti preziosi nel rally economicamente più difficile per la scuderia privata di Cumbria. Munster il più veloce, chiude a 11 minuti dalla vetta mentre McErlean chiude con un ritardo tipico di chi ha avuto il suo primo duro Safari, ben 37 minuti.
Si passa all’asfalto
Dopo gli asfalti ghiacciati del Montecarlo, gli sterrati innevati della Svezia e il fango del Kenya, i piloti si preparano per il primo evento su asfalto pulito della Spagna, nello specifico nelle Canarie. Riuscirà Neuville a colmare il gap su Evans?
Luca Ruggero
FOTO : Autore: Hand-out | Ringraziamenti: Hankook Tire
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