Lo sport dilettantistico in Sardegna

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L’Ulassai Juniores: il piccolo grande miracolo del calcio regionale

Chi l’avrebbe mai detto? Un paese di meno di 2.000 anime, il più piccolo del campionato, capace di trionfare in un girone regionale Juniores contro squadre ben più attrezzate e blasonate. Eppure, l’Ulassai Calcio ce l’ha fatta. Un’impresa che sa di passione, programmazione e tanto spirito di gruppo, perché qui il calcio non è solo uno sport, ma un legame profondo con la comunità.

L’idea vincente: un gruppo unico

Alla guida di questa cavalcata c’è mister Pierpaolo Cannella, allenatore della Juniores e storico collaboratore di Mister Marcello Guerriero, tecnico della prima  squadra vero e proprio maestro di Mister Cannella con una collaborazione lunga otto anni. Una coppia che ha saputo trasformare un potenziale problema in una soluzione vincente.

“Non avendo mai seguito due categorie così vicine, abbiamo studiato la soluzione migliore per far crescere i ragazzi senza creare divisioni” spiega Cannella. “Abbiamo deciso di creare un unico gruppo di lavoro con la prima squadra, in modo che i giovani potessero allenarsi con loro e farsi trovare pronti sia tatticamente che tecnicamente.”

Una scelta azzardata? Forse. Ma ha funzionato alla grande, grazie anche all’accoglienza dei veterani della prima squadra, che hanno preso i giovani sotto la loro ala protettiva, facendoli sentire parte integrante del progetto.

Un cammino in salita, poi la svolta

Il primo anno, inutile girarci intorno, è stato complicato. Rosa corta, difficoltà a mantenere un ritmo costante, ma l’entusiasmo non è mai mancato. “Abbiamo riavvicinato ragazzi di Ulassai alla società e, piano piano, abbiamo costruito un vero gruppo di amici. Il girone di ritorno ci ha visto in netta crescita, chiudendo a metà classifica.”

Il secondo anno sembrava iniziare sulla stessa linea, con un organico ridotto all’osso. “Le prime quattro partite le abbiamo giocate praticamente contati, a volte con un portiere in attacco!” ride Cannella. Ma incredibilmente, sono arrivate tre vittorie su quattro, anche contro squadre quotate come Cardedu, Tortolì e Lanusei.

Poi, anche grazie all’arrivo di nuovi ragazzi dai paesi vicini che hanno completato l’organico, il motore ha iniziato a girare al massimo. L’Ulassai ha chiuso il girone d’andata primo con quattro punti di vantaggio sul Gavoi, con un solo passo falso contro il Villagrande e un incredibile 4-4 in casa del Gavoi.

Una settimana di fuoco e il trionfo finale

Il girone di ritorno ha visto il Gavoi tornare momentaneamente in testa, ma è stata solo un’illusione. “Ci siamo giocati il campionato in una settimana,” racconta Cannella. “Abbiamo vinto a Tortolì mentre Gavoi e Cardedu perdevano, poi abbiamo battuto il Cardedu nel recupero e vinto la partita successiva, portandoci da -1 a +8.”

La ciliegina sulla torta è arrivata a Lanusei, dove una vittoria avrebbe significato chiudere i conti con due turni d’anticipo. “Una partita durissima, siamo andati sotto due volte, ma alla fine la nostra voglia ha fatto la differenza. E abbiamo vinto il campionato!”

La vittoria di un intero paese

Dietro questo successo c’è un mix perfetto di fattori. La lungimiranza della società, la disponibilità di mister Guerriero, che con l’aiuto di Mister Cannella, si è assunto la responsabilità di prendersi sotto la propria ala anche i giocatori più giovani e soprattutto l’ambiente speciale di Ulassai. “Anche i ragazzi dei paesi vicini si sono sentiti subito parte di questa grande famiglia,” sottolinea l’allenatore.

E poi, un dettaglio non da poco: l’Ulassai ha vinto senza fuoriquota, anzi, dando spazio anche a giocatori più giovani. Un segnale forte di come il talento, se coltivato con la giusta mentalità, possa superare qualsiasi ostacolo.

Piccolo paese, grande cuore. L’Ulassai ha scritto una pagina bellissima del calcio giovanile sardo. E chissà, magari è solo l’inizio.

Marco Marchetti

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