( foto di Reddit.com)
Il campionato Formula 1 2025 riparte questa settimana. Sarà un campionato ricco di prospettive e vi spieghiamo perchè. Innanzitutto è l’ultimo anno delle vetture lanciate nel 2022, conosciute inizialmente per il loro effetto porpoising, che scuoteva letteralmente i piloti all’interno della vettura, nei rettilinei. Ci si aspetta quindi un’evoluzione massima delle vetture prima del passaggio ad una nuova generazione di vetture.
Nel 2026 si correrà con una tipologia di vettura più leggera e dalle dimensioni ridotte rispetto alle vetture 2022, con una batteria ottimizzata e un sistema di bilanciamento motore / batteria più elastico. Ci si aspettano quindi più sorpassi e più imprevedibilità durante le gare; insomma, una battaglia continua e più aperta.
La gara di apertura torna a Melbourne Australia. Ci saranno ben 4 Rookie, a partire da Jack Doohan (figlio d’arte), pilota di casa che ha avuto in realtà il suo primo riscontro di gara pochi mesi fa ad Abu Dhabi, sostituendo in anticipo il suo ex compagno Sebastian Ocon, che lascia Alpine dopo 5 anni per passare alla Haas F1.
Oltre ad Alpine, l’esordio più osservato è quello in casa Mercedes, la scommessa di Toto Wolff rimpiazza il sedile d’oro di Hamilton con una scommessa sul giovane Italiano Kimi Antonelli, fuoriclasse della F2, classe 2006 e si assicura una riserva ben collaudata come Bottas, in passato già pilota Mercedes.
In casa Redbull e RB ci sono tanti cambiamenti importanti. A partire dal Junior Team, è Hadjar ad esordire a fianco di Tsunoda mentre il team di punta schiera il Neozelandese Lawson al fianco di Verstappen.
Sauber, che nella sua fase di transizione Audi, schiera il Brasiliano Bortoleto, campione F2, che farà di tutto per lottare con la macchina potenzialmente meno favorita del 2025 per poi assicurarsi il posto nel 2026 con una delle più favorite, una volta che Audi si sarà insediata al 100%.
Piloti di riserva con il casco in mano. Sarà un anno in cui tutti i piloti titolari saranno messi alla prova gara per gara. Se i risultati non arrivano, manager come Briatore (Alpine) e Horner (RedBull) non esiteranno ed effettuare cambi di sedile.
Le prime 4 gare saranno determinanti per capire il potenziale dei piloti, soprattuto dei Rookie e saranno determinanti anche per piloti senior nei confronti dei loro nuovi team. Si parla in particolare di Sainz su Williams.
Lo spagnolo infatti, dopo non aver trovato una scuderia dei livelli di Ferrari, si trova a casa di una Williams rinascente e si troverà in una posizione di forza. Spingerà il team affinché possa gareggiare con una vettura competitiva e sarà probabilmente il primo pilota del paddock a mostrarsi soddisfatto o meno, mentre Audi, Redbull e Mercedes avranno le sentinelle attivate.
Per tutti gli altri e per coloro che puntano a un rientro in F1, come Perez, Bottas o Ricciardo, Cadillac sta attualmente cercando i due piloti per entrare nel circus nel 2026.
Spostiamoci a Maranello, dove non si parla di rookie ma di Celebrity Drivers, con un Leclerc affamato di mondiale e un Lewis Hamilton che affronta il suo shock culturale e ingegneristico con la Rossa.
Sarà questo l’anno chiave della Ferrari? E soprattutto chi sarà il pilota di punta fra i due?
Non abbiamo parlato di McLaren ma semplicemente perchè non sappiamo cosa aspettarci. Il 2024 è stato un grande anno per i Papaya, che han strappato il mondiale costruttori dalle mani di Red Bull, mostrando una prestazione più costante di Norris e Piastri, rispetto alla performance sbilanciata di Redbull soprattutto da parte di Perez, che quest’anno viene sostituito dall’affamato Lawson.
Per quanto riguarda il campionato piloti, in casa RedBull è chiara la posizione dei piloti, mentre in casa McLaren non è ancora ben definita. Vedremo chi sarà il primo pilota tra Norris e Piastri quest’anno. Aspetteranno i primi risultati o definiranno i ruoli prima di Melbourne?
Per riassumere, il 2025 è l’anno delle evoluzioni tecniche di questa generazione di vetture e ci si aspetta il massimo della prestazione.
Metà griglia, soprattutto i nuovi arrivati, sarà a rischio già da subito e le riserve saranno pronte a saltare in auto al primo passo falso. L’altra metà della griglia lotterà per trovarsi in una posizione competitiva nel 2026. Il risultato sarà quindi uno spettacolo alimentato dalla fame di correre in F1.
Luca Ruggero